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Finanziamenti per le Reti d’impresa innovative

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reti-di-impresaLe sfide nate dalla globalizzazione rendono sempre più necessarie forme di aggregazione per le piccole e medie imprese.

La Rete rappresenta una forma aggregata di impresa che permette alle PMI che la compongono di raggiungere una dimensione adeguata per competere sui mercati globali mantenendo ognuna la propria indipendenza.

Le tipologie più comuni di Rete d’impresa sono tre:

Reti del sapere: hanno l’obiettivo di condividere know-how e competenze
Reti del fare: focalizzate sullo scambio di prestazioni
Reti del fare insieme: create per progetti comuni di investimento

Per facilitare la costituzione di Reti d’impresa il legislatore ha previsto agevolazioni fiscali che consistono in una sospensione di imposta sulla quota di utili destinati alla realizzazione del programma di Rete.

Sono inoltre a disposizione finanziamenti per le Reti.  A seguito delle modifiche alla disciplina, apportate nel corso dell’approvazione della Legge di Stabilità alla Camera, le risorse finanziarie complessivamente stanziate ammontano a 10 milioni di Euro per il 2015 (lo stanziamento previsto nel 2014 era di 5 milioni).

Il finanziamento è rivolto alle imprese, composte da almeno 15 individui, che si aggregano al fine di operare su manifattura sostenibile e artigianato digitale, alla promozione, ricerca e sviluppo di software e hardware e all’ideazione di modelli di attività di vendita non convenzionali, forme di collaborazione tra tali realtà produttive, creazione di centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale.

Secondo la nuova versione dell’agevolazione prevista dal DDL di Stabilità, le forme di aggregazioni ammesse sono:

– le associazioni temporanee di imprese (ATI);
– i raggruppamenti temporanei di imprese (RTI);
– le reti di impresa aventi soggettività giuridica e fornite di partita IVA (reti-soggetto).

Le risorse saranno erogate attraverso procedure selettive indette dal Ministero dello sviluppo economico che puntano a valorizzare e incentivare le collaborazioni con gli istituti di ricerca pubblici, università e istituzioni scolastiche autonome.

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