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Perché Ferrero investe in Serbia

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ferero-saradnjaIl Gruppo Ferrero ha firmato il memorandum d’intesa con il ministero dell’Agricoltura serbo, sottoscritto dal Ministro dell’Agricoltura Dragan Glamocic, dal Raw material purchasing manager del gruppo Ferrero, Arduino Borgogno e dal rappresentante del gruppo William Fulci. Secondo quanto reso noto dal ministero dell’Agricoltura serbo in un comunicato, la Ferrero sarebbe interessata ad avviare in Serbia un centro per la produzione di nocciole, oltre che stabilire collaborazioni con produttori agricoli locali nella Serbia centrale e meridionale.

Ma perché la Ferrero ha scelto di produrre in Serbia?

Il settore Agroalimentare, insieme a informatica, elettro-metalmeccanica, settore automobilistico ed energie rinnovabili,  è uno dei settori chiave in Serbia grazie ad un clima ideale per la coltivazione della frutta e della verdura, raccolta a mano, accuratamente conservata e confezionata e il più basso utilizzo di pesticidi artificiali in Europa. Inoltre, la qualità particolarmente elevata, la ricerca costante e il rispetto dell’ambiente, hanno consentito la diffusione dei prodotti serbi nelle più grandi catene del mondo di supermercati (Carrefour, Metro, Spar, Lidl, Tesco, Asda etc.).

Inoltre, non è forse noto a tutti che l’Italia, con oltre 500 aziende presenti nel Paese, tra cui FIAT, Benetton, Pompea, Calzedonia, Generali, UniCredit, Intesa San Paolo, è il primo partner commerciale della Serbia e principale attore nella promozione del cambiamento d’immagine del Paese all’estero.

Le nostre aziende in Serbia godono di numerosi benefici: un ambiente particolarmente dinamico ed innovativo, collaborazione da parte delle Istituzioni locali, agevolazioni fiscali e doganali e finanziamenti statali oltre che di costi del lavoro, di locazione e di produzione particolarmente competitivi.

  1. Mi fa piacere che questa intesa rigardi proprio il settore agroalimentate, uno dei migliori settori d’investimento in Serbia e che rappresenta numerosi opportunità di collaborazione tra i due paesi e che negli ultimi anni sembra sia stato (purtroppo) messo a disparte per quanto concerne le politiche di sostegno.
    Invece per quanto riguarda l’intesa in oggetto, penso sia senz’altro proficua per ambe le due parti.

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